Dal 2025 Fondazione Bracco è Comodataria del CID – Centro Informazione Documentazione e delle sue collezioni, e ne cura la programmazione culturale in coerenza con la propria visione e i principi statutari. Questo impegno si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione della cultura d’impresa e del patrimonio storico-industriale come risorsa viva per il presente e il futuro.
Nato all’inizio degli anni Sessanta per raccontare l’identità industriale di Torviscosa, il CID rappresenta oggi un progetto contemporaneo in evoluzione: non solo luogo della memoria, ma vera e propria “fabbrica di cultura” al servizio del territorio. Un centro capace di connettere storia, innovazione e produzione culturale, generando nuove opportunità di conoscenza e partecipazione.
Attualmente oggetto di un importante intervento di rigenerazione, il CID riaprirà con spazi rinnovati, più accessibili e dotati di nuovi percorsi espositivi e di fruizione. Il progetto è promosso da Fondazione Bracco ed è reso possibile grazie all’impegno di SPIN Bracco, realtà proprietaria dell’immobile e delle collezioni storiche, archivistiche e librarie del centro.
Il nuovo CID si configurerà come un museo dedicato alla cultura d’impresa, alla ricerca e alla produzione artistica contemporanea. Ospiterà mostre, eventi, attività formative e incontri, offrendo al pubblico e alla comunità un programma articolato che valorizza le collezioni e la storia del territorio, mettendole in dialogo con linguaggi e pratiche contemporanee.
Il progetto si radica nel contesto unico di Torviscosa, sede del principale stabilimento produttivo italiano di Bracco: una moderna fabbrica 4.0 inserita in un territorio storicamente vocato alla chimica e alla manifattura. In questo scenario, SPIN Bracco rappresenta oggi non solo un modello internazionale di produzione sostenibile, ma anche un esempio significativo di valorizzazione dell’archeologia industriale in Italia.
Con il CID Fondazione Bracco rinnova il proprio impegno nel promuovere la cultura come leva di sviluppo sostenibile, contribuendo a trasformare un luogo simbolico della storia industriale italiana in uno spazio dinamico di produzione culturale e di condivisione.