Alle porte di Milano una risposta alla crisi nel segno della dignità. Nasce lo spazio InOltre grazie alla collaborazione tra imprenditoria e terzo settore

Un ex capannone trasformato in un hub di servizi sociali e proposte culturali.
7 maggio 2021 – Camerieri, custodi di albergo, addetti alla security nei locali del centro. Per lo più stranieri che avevano trovato un lavoro e si erano integrati ma che il Covid ha precipitato nella povertà. Sono loro gli utenti dell’Emporio della Solidarietà di Baranzate, il Comune della Città metropolitana milanese con la più alta percentuale di cittadini stranieri residenti (35,2%). Aperto all’inizio di marzo, ad un anno dal primo lockdown dovuto alla pandemia, sono già 180 le famiglie (per un numero complessivo di 620 persone) di 28 etnie differenti che vengono a fare la spesa nel minimarket solidale dove non si paga con il denaro ma con la tessera a punti assegnata dai volontari della Caritas. «La metà di queste famiglie non aveva mai avuto bisogno prima di aiuti alimentari. Ritrovarsi improvvisamente nella condizione di non sapere come sfamare i propri figli è stato uno shock che richiedeva strumenti di aiuto diversi da quelli abitualmente messi in campo dalla parrocchia come ad esempio il pacco viveri. Proprio l’Emporio che assomiglia ad un normale negozio di alimentari, ha premesso a queste persone di affrontare questo periodo così difficile, in cui si sono trovate in uno stato di grave bisogno, senza rinunciare alla propria dignità», ha spiegato il parroco don Paolo Steffano all’Arcivescovo, mons. Mario Delpini, venuto questo pomeriggio a benedire i locali.

Grazie a una donazione personale di Diana Bracco, al contributo di Fondazione Cariplo e all’impegno dell’Associazione La Rotonda, l’Emporio di Baranzate è parte integrante di un vero hub di servizi, lo Spazio “InOltre”.

 

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