Presentata in conferenza stampa la ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026”
Giovedì 19 marzo 2026 presso la Sala Stampa del Palazzo di Regione Lombardia si è svolta la conferenza stampa di presentazione della ricerca sulla copertura mediatica dello sport con un’ottica di genere, promossa da Fondazione Bracco e Comitato Olimpico Internazionale, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026.
Progettato come un percorso di monitoraggio sviluppato nel tempo, lo studio condotto dall’Osservatorio di Pavia, ha esaminato la copertura mediatica delle principali news televisive tra luglio 2024 e marzo 2026, focalizzandosi su tre fasi: 1) i Giochi di Parigi 2024, 2) un anno di informazione ordinaria, 3) i Giochi di Milano Cortina 2026.
Dall’analisi - prima a livello nazionale su questa tematica - emerge un quadro articolato.
Durante i Giochi olimpici di Parigi 2024, la narrazione mediatica si è mostrata equilibrata, con le atlete protagoniste nel 49% delle notizie (contro il 51% degli uomini), anche se gli stereotipi – presenti nel 7% dei contenuti – hanno colpito nel 73% dei casi – soprattutto le donne, ancora poco interpellate come esperte (26%). Nei Giochi Paralimpici, invece, la copertura si è ridotta e sbilanciata a favore degli uomini.
Nei Giochi olimpici di Milano Cortina 2026 cresce notevolmente la visibilità delle atlete, che raggiungono il 58% delle notizie, anche grazie alle importanti medaglie conquistate, tuttavia ciò non corrisponde a una narrativa più evoluta (il 16% di contenuti con stereotipi colpisce nell’81% le donne). Cresce al 31% il dato sulle esperte interpellate come commentatrici o opinioniste. I Giochi paralimpici, in linea con Parigi, presentano una copertura ancora estremamente limitata (25 notizie a fronte delle 331 dedicate alle Olimpiadi), in cui le paratlete risultano poco visibili e il racconto mantiene un’autorevolezza prevalentemente maschile (86%).
Nel periodo tra i due eventi, infine, il cosiddetto “tempo ordinario” si evidenzia un forte squilibrio: appena il 13% dello spazio è dedicato allo sport femminile, contro il 75% di quello maschile, con il 40% delle notizie concentrato sul calcio (di cui solo il 2% è dedicato alle donne).
In sintesi, la visibilità delle donne nello sport cresce durante i grandi eventi, ma fatica a consolidarsi nel tempo e resta talvolta accompagnata da narrazioni che ne ridimensionano il valore sportivo. La sfida, oggi, è trasformare i progressi emersi in un cambiamento duraturo, rendendo stabile e strutturata la rappresentazione femminile, al di là della logica episodica.
La conferenza stampa, moderata da Valeria Ciardiello (giornalista sportiva e conduttrice televisiva), ha visto gli interventi di rappresentanti istituzionali ed esperti del settore. Attilio Fontana (Presidente di Regione Lombardia) ha ribadito il ruolo strategico dell’evento per il territorio e ha constatato il protagonismo assoluto delle donne durante i Giochi di Milano Cortina; Federica Picchi (Sottosegretaria con delega Sport e Giovani di Regione Lombardia) ha aperto i lavori sottolineando i risultati raggiunti in termini di partecipazione femminile e l’impegno a sostegno delle atlete; Elena Lattuada (Delegata del Sindaco di Milano alle Pari opportunità di genere) ha richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire continuità alla visibilità dello sport femminile anche oltre i grandi eventi; Diana Bracco (Presidente di Fondazione Bracco) ha evidenziato il valore e il talento delle atlete azzurre protagoniste dei Giochi e la straordinarietà delle imprese di atlete e atleti paralimpici ancora troppo poco riconosciute a livello mediatico.
A seguire, Monia Azzalini (Responsabile settore Diversità, Equità e Inclusione dell’Osservatorio di Pavia) ha illustrato i principali dati della ricerca, mentre Charlotte Groppo (Responsabile per l’uguaglianza di genere, la diversità e l’inclusione del Comitato Olimpico Internazionale) ha evidenziato i progressi compiuti dal CIO a livello internazionale sul fronte della parità di genere, invitando al contempo i media a proseguire su questa strada anche nel campo dell’informazione, per restare al passo con un’evoluzione già in atto nella società. Sono intervenuti inoltre Andrea Monti (Chief Communications Officer di Fondazione Milano Cortina 2026), Greta Barbone (Human Rights Manager di Fondazione Milano Cortina 2026) e Valentina Marchei (atleta olimpica, Head of Ambassador Programme di Fondazione Milano Cortina 2026, Presidente della Commissione Atleti del CONI), che hanno approfondito, da diverse prospettive, il lavoro della Fondazione Milano Cortina 2026 sui temi della comunicazione, dei diritti e del coinvolgimento degli atleti.
Lo studio consegna oggi una base di conoscenza che non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un impegno condiviso verso una comunicazione sportiva sempre più consapevole e responsabile.
Leggi qui la ricerca
Leggi qui la sintesi