• Il progetto

    2016 - 2017 - 2018

    L'iniziativa intende dimostrare come, grazie a strumenti soft basati sulla collaborazione tra attori e comunità locali, si può realizzare una vera integrazione allo scopo di contribuire alla rigenerazione del territorio. 

    Il Comune di Baranzate è primo in Italia per concentrazione di migranti residenti (33% su 11mila abitanti) e comprende complessivamente 72 etnie diverse. Nella scuola cittadina 6 alunni su 10 sono stranieri. Il 70% dei migranti residenti vive nell’area del Villaggio Gorizia, un piccolo triangolo ad alta densità abitativa. Baranzate costituisce quindi un luogo particolarmente adatto alla sperimentazione di nuovi modelli di convivenza e integrazione tra culture previsti dell’Agenda Onu 2030, con particolare riferimento agli obiettivi 10 “Ridurre le disuguaglianze all’interno e tra i Paesi” e 11 “Città e comunità sostenibili”.

    L’azione di “Oltre i margini”, ampia e integrata, poggia sulla promozione di due diritti fondamentali, salute e lavoro. Obiettivo del progetto è di migliorare le condizioni di vita dei migranti residenti a Baranzate attraverso la promozione di un modello lavorativo inclusivo – supportando le donne nella quotidianità lavorativa nelal sartoria multietnica Fiori all'Occhiello, introducendo lo strumento del “migrant mentoring”, creando servizi extra-scolastici di sostegno e incentivando la creazione di luoghi d’incontro per donne e operando al contempo per dare risposta ai nuovi bisogni sanitari del Comune di Baranzate, offrendo servizi di assistenza pediatrica, sensibilizzazione e informazione. 

    Nell'ambito del sostegno alla sartoria Fiori all'Occhiello, Fondazione Bracco ha promosso nell'ottobre 2017 il progetto Milano Moda per il Sociale, in collaborazione con Comune di Milano e Camera Nazionale della Moda, per coinugare solidarietà e mercato.

    NEWS ED EVENTI
    16/10/2017

    Mostra Milano Moda per il sociale: ago e filo tessono opportunità nel segno dell'inclusione

    Fondazione Bracco, con il patrocinio del Comune di Milano e della Camera Nazionale della Moda Italiana, presenta "Milano Moda per il Sociale", una preziosa mostra che coniuga alto artigianato e solidarietà, sabato 27 e domenica 28 ottobre 2017 a Palazzo Morando, tempio del costume e della moda milanese.

    16/05/2016

    "Mostrami Factory @Folli 50.0" vince la Menzione Speciale al Premio Cultura + Impresa 2015

    Il Comitato di selezione del Premio CULTURA + IMPRESA 2015 – il Premio dedicato alla migliori Sponsorizzazioni, Partnership e Produzioni culturali d’Impresa, ha premiato il progetto "Mostrami Factory @Folli50.0" con la Menzione Speciale, nella sezione Fondazioni Culturali d'Impresa.

    21/04/2016

    Le storie di #oltreimargini: Marisa e Rabha alla Porta della Salute

    Dietro al progetto, ci sono le persone. In questa rubrica vi raccontiamo le storie dei protagonisti di #oltreimargini: i sarti di Fiori all’occhiello, i volontari della parrocchia di Sant'Arialdo, i residenti del quartiere Gorizia a Baranzate.

    29/03/2016

    Le storie di #oltreimargini: dalla Romania a Baranzate, Anna asseconda il vento e sa guardare lontano

    Dietro al progetto, ci sono le persone. In questa rubrica vi raccontiamo le storie dei protagonisti di #oltreimargini: i sarti di Fiori all’occhiello, i volontari della parrocchia di Sant'Arialdo, i residenti del quartiere Gorizia a Baranzate.

  • A che punto siamo
    Marzo 2016 - oggi

    Diffusione cultura sanitaria di base tra i residenti a Baranzate – focus donne e bambini

    Nell’ambito di tale finalità, sono stati sviluppati diversi interventi atti a offrire servizi sanitari prima carenti e nel contempo diffondere una cultura sanitaria soprattutto in quella popolazione migrante che, a motivo delle difficoltà di accesso alle informazioni o a differenze culturali e religiose, ha poca consapevolezza dei rischi di salute cui si sottopone.

    Marzo: Sportello pediatrico “I care”– in collaborazione con CDI 

    Da Marzo 2016 è presente presso “La Porta della Salute” di Baranzate, sportello sanitario attivato dall’associazione La Rotonda, un pediatra del CDI - Centro Diagnostico Italiano, parte del Gruppo Bracco. Il servizio di pediatria è gratuito e attivo una volta alla settimana, per favorire la comprensione linguistica e la riduzione delle barriere culturali tra mamme migranti e pediatra, è stato introdotto anche in questo ambito lo strumento del migrant mentoring: la mediatrice, di origine marocchina, supporta la veicolazione di informazioni sanitarie di base. Dal mese di marzo a luglio 2016 sono stati registrati 111 accessi allo sportello pediatrico, la maggior parte dei quali da parte di donne di origine straniera.

    Giugno: Laboratori di cucina per donne in gravidanza – in collaborazione con Ospedale Sacco 

    La consapevolezza dell'importanza di scelte alimentari corrette per la salute della donna gravida e del suo bambino e dei rischi connessi all'adesione a una dieta occidentale per le donne immigrate è uno degli elementi di promozione della salute che il progetto mira a realizzare. E’ stato quindi avviato un ciclo di incontri per insegnare alle mamme straniere come combinare i cibi italiani per ottenere pietanze equilibrate che aiutino la crescita del bambino, tale azione si è resa necessaria anche a seguito dell’individuazione di casi di malnutrizione da parte del pediatra.

    Luglio: Incontri informativi di sensibilizzazione – in collaborazione con Ospedale Sacco

    Con l’obiettivo di ampliare la consapevolezza sull’importanza della prevenzione, sono stati attivati due cicli di incontri: il primo, rivolto ai genitori della comunità afferente alla Parrocchia di Sant’Arialdo, con l’obiettivo di sensibilizzare rispetto all’importanza della somministrazione del vaccino per il Papilloma Virus, il secondo rivolto agli adolescenti individuati da La Rotonda sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

    Settembre: Esame Pap- test e Test HPV – in collaborazione con Ospedale Sacco e CDI – Centro Diagnostico Italiano 

    Il progetto prevede la possibilità di effettuare l’esame del pap-test e test HPV gratuitamente, con l'obiettivo di facilitare le donne, in particolare straniere e di religione mussulmana, ad accedere ai controlli preventivi per quanto riguarda la diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero e la prevenzione del Papilloma Virus.

    Marzo - oggi

    Supporto al percorso di inserimento lavorativo – focus sartoria multietnica “Fiori all’Occhiello”

    Le attività di supporto per la promozione di un modello di lavoro inclusivo del progetto “Oltre i Margini” si concentrano su “Fiori all’Occhiello”, sartoria multietnica e progetto di imprenditoria sociale, avviato nell’ottobre 2014 dall’Associazione La Rotonda che riunisce sarti di diversa provenienza etnica in un gruppo di lavoro compatto. Nell’ambito del progetto sono stati implementati molteplici servizi con la finalità complessiva di favorire lo sviluppo imprenditoriale di Fiori all’Occhiello, attraverso azioni a sostegno della qualità della vita delle lavoratrici e più in generale dei cittadini di Baranzate, per contribuire concretamente a nutrire il tessuto sociale della comunità.

    Lo strumento scientifico scelto quale catalizzatore per favorire tale processo è il “migrant mentoring”, che prevede l’introduzione e l’affiancamento di un mentore all’interno della comunità straniera. Questa figura condivide, rispetto al gruppo cui si rivolge, un analogo vissuto di migrazione, al contempo però ha già raggiunto obiettivi importanti nel percorso di integrazione nel paese di accoglienza, rappresenta quindi un modello di successo - ispirante e non avvilente - a cui tendere. 

    Gli effetti positivi dell’introduzione della figura di un mentore migrante all’interno di comunità straniere, con l’obiettivo di favorirne l’integrazione, sono dimostrati anche da studi scientifici, i principali sono ravvisabili nello sviluppo delle cosiddette “soft skills”, nel miglioramento delle competenze sociali e di autostima, nella definizione dei propri obiettivi a lungo termine, nella capacità di creare una rete di relazioni. Tutto ciò concorre a diventare un “ingranaggio attivo” nella società.

    I servizi attivati in questo ambito sono: l’introduzione di una mentore di nazionalità marocchina nella sartoria multietnica Fiori all’Occhiello, che è diventata un punto di riferimento per le donne di cultura araba; l’apertura del Caffè delle Donne (8 ottobre 2016), spazio informale di incontro rivolto alle donne che risiedono a Baranzate, italiane e straniere, con la finalità di promuovere l’emancipazione femminile attraverso servizi di ricerca lavoro e apprendimento della lingua italiana; l’attivazione del servizio di babysitting extra scolastico a favore dei figli delle sarte; la realizzazione di un ciclo di incontri con i mariti delle sarte per la maggior parte di religione mussulmana, condotti da Don Paolo, il parroco di Baranzate e volti a promuovere il confronto e la sensibilizzazione su temi quali l’emancipazione femminile, le difficoltà del percorso di integrazione, l’educazione dei figli; l’attivazione di laboratori ispirati al metodo di Bruno Munari nei mesi estivi, rivolti ai bambini di tutte le etnie, per favorire attraverso il processo creativo, la comunicazione.

     

    28 e 29 ottobre 2017

    Milano Moda per il Sociale: il progetto che unisce solidarietà e mercato

    Nell'ambito del progetto "Oltre i margini" Fondazione Bracco, con il patrocinio del Comune di Milano e della Camera Nazionale della Moda Italiana, ha presentato "Milano Moda per il Sociale", una preziosa mostra che coniuga alto artigianato e solidarietà, sabato 27 e domenica 28 ottobre 2017 a Palazzo Morando, tempio del costume e della moda milanese.

    Milano Moda per il Sociale nasce “oltre i margini”, in quel territorio non solo fisico in cui le diversità di cultura, di fede, di etnia emergono con più forza. L’integrazione delle differenze genera bellezza, questo è il principio che guida l’azione delle tre sartorie sociali Fiori all'Occhiello, protagonista di Oltre i margini, Gelso e Sanvittore, accomunate dalla volontà di offrire un’occasione di emancipazione a quanti si trovano a vivere in situazioni di vulnerabilità, che si tratti di migranti venuti da lontano o di detenuti in cerca di riscatto.

    Fondazione Bracco con questo progetto, partendo dal linguaggio sapiente e universale delle mani, porta al centro i margini in un percorso aperto alla città, dove si incontrano periferia e artigianato, solidarietà e moda, diversità e bellezza; un itinerario di capi unici che si snoda attraverso le storie delle sarte e dei sarti che li hanno realizzati.

     

  • I risultati

    Tutti i numeri "Oltre i margini", un progetto a tutela della salute dei soggetti piu00f9 deboli.

    72

    le etnie presenti a Baranzate, il Comune piu00f9 multietnico du2019Italia

    3

    partner coinvolti

    +2

    mila beneficiari

  • Le voci dei protagonisti
    Le storie di #oltreimargini: Rabha dal Marocco, mentore per vocazione
    Rabha, mentore migrante
    Giugno 2016

    Rabha arriva dal Marocco ed è in Italia da quasi sei anni. Prima ha abitato in provincia di Vercelli, a Gattinara, dal 2014 è a Baranzate, dove vive con il marito. La maggior parte dei suoi parenti vivono tra Spagna e Marocco. Sono una famiglia numerosa, diciotto fratelli in tutto. Suo padre ha avuto tre mogli, subito Rabha aggiunge, ridendo, “Ora non si può più!” 

    Quasi ogni anno ad agosto Rabha riesce a tornare in Marocco per visitare la famiglia. In Italia si trova bene, “Qui c’è il mondo intero. A Baranzate si parlano tutte le lingue”. 

    Rabha è parte attiva del progetto Oltre i margini. È una mentore, mette il proprio sapere e la propria esperienza a beneficio di chi ha da percorre un cammino, di chi deve ancora affrontare sfide che lei ha già vinto. Rabha aggiunge alla ricetta ingredienti essenziali per la costruzione di relazioni di fiducia: un approccio solare e la facilità con le lingue. 

    La sua settimana è fitta di impegni: martedì è alla Porta della Salute e aiuta le neomamme straniere a comunicare con il pediatra che visita i loro bimbi. Molte non parlano bene l’italiano, Rabha allora interviene e fa da interprete per facilitare le visite. Mercoledì è nella sartoria Fiori all’Occhiello, dove porta avanti il suo ruolo di mediatrice linguistica, mentre venerdì si sposta nel negozio “La Bottega”, che vende i prodotti della sartoria, con la prospettiva di trasferirsi in futuro nel Caffè delle Donne, luogo di aggregazione e confronto, non appena sarà attivo.

    Rabha ha appena iniziato, ma il suo entusiasmo è contagioso. “Non ho trovato difficoltà eccessive in Italia. Non ci si può lamentare troppo, si parte sempre da se stessi, se una persona è positiva attira lo stesso ottimismo da parte degli altri”.

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    Le storie di #oltreimargini: Marisa alla Porta della Salute
    Mamma fruitrice del servizio di pediatria gratuito
    Maggio 2016

    Marisa vive a Baranzate da sette anni, arriva da Napoli e ha due bambini: Antonio, di quasi quattro anni e Ryan, di quaranta giorni. Mi racconta che suo marito è impegnato tutti i giorni in un lavoro faticoso (“fa i mercati”), che lo porta fuori casa dall’alba. 

    Si trova bene a Baranzate, anzi aggiunge “Non faccio caso a tutte le etnie di Baranzate, mio marito è del Marocco. Io la vivo in casa l’integrazione.”

    Non che le differenze culturali non ci siano. Ci sono e pesano. È una corrente alternata la vita di Marisa e della sua famiglia: “A volte ti scontri, altre volte si riesce a venirsi incontro. Un po’ cedo io un po’ cede lui.” 

    Le differenze più importanti? Non si parla tanto di ruoli di genere, di maschi o di femmine, quanto di religione. “Entrambi abbiamo mantenuto la nostra fede, io la mia, lui la sua. Io non cambio te, tu non cambi me. Chi nasce quadrato - si dice al mio paese - non muore rotondo.”

    La relazione tra Marisa e suo marito ha avuto dei momenti difficili, di separazione e allontanamento. “Quando sei senza il tuo compagno - mi spiega – devi fare tutto tu. È difficile, ma si riesce.” Marisa ha capito come sia possibile, anche se a fatica, risolvere, giorno per giorno, il rebus di incastri che è la vita di una mamma sola. Poi è successo che nonostante tutto, i litigi, le differenze, le difficoltà, Maria e suo marito sono tornati insieme ed è allora che è nato Ryan.

     

    Un quadrato e un cerchio, mantenendo ognuno la propria coerenza di forma e sostanza, hanno dato vita a una famiglia comune.

    Proseguendo la nostra chiacchierata, chiedo a Marisa come mai è qui, alla Porta della Salute. Mi risponde di aver scoperto i servizi dello spazio grazie al passaparola, due settimane fa ha portato per la prima volta il piccolo Ryan dal pediatra per controllare il peso. Si è trovata bene, e oggi oltre a Ryan, qui per la pesata periodica, ha accompagnato anche Antonio, che ha male alle orecchie.

    “E’ un servizio accessibile, finalmente! Prima dell’attivazione dovevo andare fino a Bollate o a Novate per trovare un pediatra”, e gli spostamenti sui mezzi pubblici, con due bimbi piccoli e un passeggino, non sono semplici. Marisa mi racconta una storia di equilibri e incastri perfetti, tipica delle mamme alle prese con l’organizzazione, e il carico, di una famiglia, da gestire spesso in solitudine. Con la differenza che Marisa in questo momento non ha lavoro, la prima rinuncia è stata l’automobile, e qui torniamo a parlare del vantaggio di avere un servizio pediatrico raggiungibile a piedi, in un’area densamente popolata e povera di servizi.

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    Le storie di #oltreimargini: dalla Romania a Baranzate, Anna asseconda il vento e sa guardare lontano
    Anna Bolog, sarta di Fiori all'Occhiello
    Marzo 2016

    Anna ha un sorriso aperto, due occhi chiari che vedono le sfumature e le sanno descrivere. Fa la sarta da quando aveva diciassette anni, è nata a Bac?u, in Romania, vicino alla Moldavia, verso nord dove c’è la neve almeno sei mesi l’anno. E' arrivata in Italia nel 2003, si è arrangiata prima con qualche lavoretto, nelle tintorie, nelle case a fare le pulizie, poi ha conquistato la fiducia dei suoi attuali datori di lavoro, in una sartoria di Milano. Suo marito l'ha incontrato in Italia, un ragazzo romeno con cui ha due bambine, di otto e tre anni. Ha conosciuto il suo compagno con la complicità di alcune amiche. Il classico “Dai, facciamoli incontrare”. Anna ci tiene a ricordare che il rapporto con suo marito è nato sul rispetto. Non sarebbe potuto essere altrimenti, di se stessa dice “Sono una donna libera. Ho vissuto così, la mamma mi ha sempre insegnato che devo realizzare nella vita le cose buone che ho in testa.” 

    Vivono a Baranzate dal 2009, dove Anna è entrata con entusiasmo nella vita dell’oratorio, ha conosciuto Don Paolo, il carismatico parroco della chiesa di Sant’Arialdo. Dall’anno scorso, senza rinunciare al lavoro a Milano, è parte della sartoria “Fiori all’occhiello” dell'Associazione La Rotonda, che riunisce a Baranzate sarti di provenienza e cultura diverse in un piccolo gruppo di lavoro unito e creativo. Le due attività le permettono oggi di sostenere la famiglia, il marito in questo momento è disoccupato.

    “Mi trovo bene dappertutto, sia a Baranzate che a Milano. Ma qui sono a casa, siamo tutti stranieri, è molto bello. Sono stata accolta in momenti particolarmente difficili. A Baranzate siamo come fiori diversi nello stesso mazzo.”

    Ogni giorno c’è il confronto, positivo, con le tradizioni che ciascuno porta. Anche per ciò che riguarda i processi in sartoria. C’è chi taglia sulla base di cartamodelli realizzati sulle misure del cliente. C’è chi invece lo fa a mano libera, seguendo un’idea creativa. Anna misura in centimetri le stoffe, altri utilizzano i pollici: nel dialogo quotidiano è facile imparare gli uni dagli altri, mutuare un linguaggio, un metodo, un saper fare. 

    Quello che Anna ha imparato dalla vita, attraverso l’esempio dei suoi genitori, è che prima bisogna dare, con generosità. La responsabilità di fare il primo passo è propria. Poi, “ciò che viene” dipende dagli altri, da quello che hai saputo costruire, trasmettere. Con le sue bambine, nate in Italia, fa lo stesso: quando non ci si capisce, si spiega. La figlia grande parla e scrive in romeno, oltre ad esprimersi perfettamente in italiano. È giusto non perdere la propria lingua, che permette di restare in contatto con le radici, con la Romania, con i nonni, quando li si va a trovare. Le sue bambine sono felici, Anna è cresciuta nella saggezza di una famiglia sana, la stessa che si sforza ogni giorno di esercitare con le proprie figlie e il proprio compagno. Senza forzature.

    “Come vedi le tue bambine in futuro? Cosa ti auguri per loro?”  A questa domanda, Anna alza lo sguardo, incrocia il mio e sorride. “Chissà. Lasciamo fare alla vita, ciascuno ha la propria strada da percorrere. Non vado mai contro il vento.” Senza forzature, dicevamo, senza nulla di accessorio. 

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