• Il progetto

    2011

    Il percorso espositivo è strutturato a “soggetto”: ciascun luogo maggiormente significativo di Venezia - Piazza San Marco e il suo bacino, il Canal Grande con la chiesa di Santa Maria della Salute, il ponte di Rialto, la laguna - è presentato nell'interpretazione dei diversi artisti, per sottolineare le differenti e “uniche” visioni di ciascuno, nel comune intento di ritrarre la realtà secondo le proprie inclinazioni.  Accanto ai luoghi storici, alle suggestioni d’atmosfera, all'abilità di cesello nel ritrarre con mano sapiente sia la vita animata e frenetica che le monumentali bellezze architettoniche di una città, la mostra è punto di incontro e sovrapposizione tra arte e scienza nello scoprire una stretta parentela tra l’arte pittorica dei Vedutisti e l’utilizzo della camera oscura. 

    Nel corso dei tre mesi di apertura, è stato allestito un programma di manifestazioni celebrative dell’Italia realizzate dall'Ambasciata Italiana in collaborazione con la National Gallery of Art, fra cui una serie di concerti di musica barocca veneziana e una rassegna cinematografica con film del nostro neorealismo e proiezioni legate al Risorgimento.

    La mostra rappresenta la seconda tappa della collaborazione tra il Gruppo Bracco e la prestigiosa National Gallery of Art di Washington, dopo  la mostra “Bellini, Giorgione, Tiziano e il Rinascimento della Pittura Veneziana” nel 2006. 

     

    NEWS ED EVENTI
    16/02/2011

    Inaugurazione della mostra Venezia: Canaletto e i suoi rivali

    La mostra Venezia: Canaletto e i suoi rivali si inaugura il 16 febbraio 2011 alle 18.30 alla National Gallery of Art di Washington.

    03/02/2011

    Conferenza stampa di presentazione della mostra Venezia: Canaletto e i suoi rivali

    La conferenza stampa, giovedì 3 febbraio 2011 alle 12.00 al Teatrino di via Cino del Duca a Milano, presenta alla stampa la mostra Venezia: Canaletto e i suoi rivali, ospitata alla National Gallery of Art di Washington dal 20 febbraio al 30 maggio 2011.

  • A che punto siamo
    27 maggio 2011

    Seminario “Il vedutismo veneziano: una nuova visione”

    Un seminario in collaborazione con la National Gallery of Art di Washington, l’Associazione Amici di Brera e la Pinacoteca di Brera, realizzato in chiusura della mostra “Venice: Canaletto and his Rivals” di Washington, per offrire l’occasione di riflettere sull'eredità culturale e scientifica legata alla grande stagione di Canaletto e dei suoi contemporanei. 

    Dopo i saluti di apertura, il Prof. David Alan Brown della National Gallery of Art di Washington, tra i massimi esperti americani della pittura italiana, illustra il significato artistico e scientifico della mostra, con un focus sull'uso della camera oscura, mentre il Prof. Giandomenico Romanelli (Direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia) si sofferma sul significato del nuovo modo di intendere la “visione” introdotto dai vedutisti veneziani, rivali tra loro ma anche amici.  

    Il nesso tra arte e scienza viene approfondito da Dario Camuffo, professore dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR di Padova, a cui la Fondazione Bracco ha commissionato uno studio sull'uso della camera oscura da parte dei Vedutisti che ha fornito anche sorprendenti indicazioni sull'evoluzione del livello del mare a Venezia, e dal Prof. Dario Maran, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, con un’analisi del “Quaderno” di disegni di Canaletto. 

    I lavori vengono conclusi dall'intervento di Mariolina Olivari della Pinacoteca di Brera sull'ultima acquisizione della Galleria, un dipinto di Luca Carlevarijs. 

     

    27 maggio 2014

    Presentazione del libro “Il segreto della gondola” di David A. Brown

    “Era possibile che Canaletto, osservando la scena dalla Dogana, fosse stato involontario testimone di un crimine e l’avesse riportato sulla tela?” Un giovane storico dell’arte alle prese con la tesi di ricerca, un quadro di Canaletto, il più noto pittore di vedute del XVIII secolo, e una gondola, appartenuta forse al poeta Robert Browning. 

    Questi sono gli ingredienti essenziali de “Il segreto della gondola”, romanzo, edito da Skira, tra giallo e ricostruzione storica di David Alan Brown, storico dell’arte e curatore della sezione di pittura italiana e spagnola alla National Gallery of Art di Washington.

    L’autore prende l’ispirazione da una delle opere conservate proprio alla National Gallery of Art di Washington, la celebre Piazza San Marco, protagonista della mostra “Venezia. Canaletto e i suoi rivali”, realizzata dalla galleria statunitense nel 2011 e sostenuta da Fondazione Bracco. L’esposizione del 2011 ha stimolato nel professor Brown, esperto di Leonardo, Bellini e del Rinascimento Italiano, un rinnovato interesse per il “vedutismo”, di cui il Canaletto è uno dei maggiori esponenti, e per le tecniche pittoriche sottese. Il movimento artistico infatti, più di altri, impiegava le tecnologie dell’epoca per fissare sulla tela con precisione quasi fotografica panorami per lo più cittadini.

    Perché dunque non immaginare che, grazie alla camera oscura (definita da Brown come “lo smartphone dell’epoca”) Canaletto non abbia involontariamente catturato la scena di un crimine, nascondendone le tracce in una sua opera, che, per lungo tempo, ne conserva il segreto?

    Carlo Bertelli, storico dell’arte e Fabio Isman, giornalista de Il Messaggero, presentano con l’autore il volume, riflettendo sui confini tra finzione e realtà, lì dove la verità storica convive con un pretesto narrativo, e lì dove l’opera pittorica sa nascondere, a una prima ma anche a una seconda occhiata, le microscopiche distorsioni del reale.

     

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