Venerdì 1° giugno al Festival dell'Economia di Trento si svolge l'incontro "Donne che pensano i robot e disegnano l'economia" all'Auditorium del Dipartimento di Lettere e Filosofia, in via Tommaso Gar 14, Trento. 

A spiegare e interpretare il mondo c’è quasi sempre un punto di vista maschile. Eppure le donne esperte sono tante. E possono svecchiare una visione e un linguaggio che, ignorandole, trascura i segni del tempo e disconosce l’apporto delle donne in tutti gli ambiti, dalla scienza alla tecnologia, dall’economia alle scienze sociali. Valorizzare il loro lavoro vuol dire avere uno sguardo lungimirante sul futuro, in cui una partecipazione femminile in linea con quella maschile significa più ricchezza per tutti. Questo l’obiettivo del progetto #100esperte.

Intervengono Diana Bracco, Presidente Fondazione Bracco; Antonia Carparelli, Economic advisor Rappresentanza in Italia della Commissione europea; Monia Azzalini, Responsabile del settore media e gender dell’Osservatorio di Pavia; Elsa Fornero, Professoressa ordinaria di Economia all’Università di Torino (100esperte economia); Barbara Caputo, Professoressa associata di Ingegneria informatica all’Università La Sapienza di Roma (100esperte STEM). Modera: Giovanna Pezzuoli, Associazione Giulia

Durante l'evento sarà presentato il seconodo libro della collana #100esperte voluta da Fondazione Bracco dal titolo "100 donne contro gli stereotipi per l'economia" a cura di Giovanna Pezzuoli e Luisella Seveso, con la prefazione di Mario Monti, edito da Egea, che fa seguito al primo volume dedicata alle STEM.

 

  • Informazioni utili

    Venerdì 01 giugno 2018
    14:30 - 15:45

    Dipartimento di Lettere e Filosofia
    Via Tommaso Gar, 14

    Trento

     

  • Il progetto

    100 donne contro gli stereotipi: uno strumento per dare voce alle esperte italiane

     Numerose ricerche sulle donne nell'informazione dimostrano che le donne sono raramente interpellate dai media in qualità di esperte. A spiegare e interpretare il mondo sono quasi sempre gli uomini: nell'82% dei casi secondo i risultati nazionali del Global Media Monitoring Project 2015. Eppure le donne esperte ci sono. E possono svecchiare un linguaggio mediatico, che, ignorandole, trascura i segni del tempo e disconosce l'apporto delle donne in tutti i diversi ambiti della società: dalla politica alla scienza.

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