Nei prossimi otto anni il PIL mondiale potrebbe aumentare più di due punti percentuali se il gap di partecipazione delle donne all’economia si dimezzasse, stima un rapporto dell’OCSE. Stereotipi e pregiudizi quando non discriminazioni sulle donne fanno pagare al mondo un significativo costo di mancata crescita.

A un anno e mezzo dal lancio del progetto “100 donne contro gli stereotipi” e dalla messa online della banca dati #100esperte, i partner hanno organizzato, presso le sedi di Roma e Milano della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, un evento per illustrare i risultati fin qui raggiunti e per presentare i nuovi sviluppi.

Dopo il successo avuto con le ricercatrici e le donne di scienza, ora il focus è dedicato alle economiste.

In occasione dell’8 marzo viene presentata la nuova banca dati che raccoglie i curricula di autorevoli donne italiane. Valorizzare il lavoro delle economiste vuol dire avere uno sguardo lungimirante sul nostro futuro, in cui una partecipazione femminile in linea con quella maschile significa più ricchezza, per tutti.

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  • Informazioni utili

    8 marzo 2018, ore 14.30-18.30
    Sedi di Roma e Milano della Rappresentanza in Italia della Commissione europea

    Spazio Europa, Via IV Novembre 149, Roma | Corso Magenta, 59, Milano in collegamento

    Il convegno è valido ai fini della Formazione professionale permanente dei giornalisti che partecipano presso la sede di Roma.

    RSVP
    Segreteria Osservatorio di Pavia / 0382 28911 - 29979 / cares@osservatorio.it
    Contestualmente alla conferma di partecipazione si prega di specificare la sede di interesse, se Roma o Milano.

     

  • Il progetto

    100 donne contro gli stereotipi: uno strumento per dare voce alle esperte italiane

     Numerose ricerche sulle donne nell'informazione dimostrano che le donne sono raramente interpellate dai media in qualità di esperte. A spiegare e interpretare il mondo sono quasi sempre gli uomini: nell'82% dei casi secondo i risultati nazionali del Global Media Monitoring Project 2015. Eppure le donne esperte ci sono. E possono svecchiare un linguaggio mediatico, che, ignorandole, trascura i segni del tempo e disconosce l'apporto delle donne in tutti i diversi ambiti della società: dalla politica alla scienza.

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