Con "15.800 note per il Duomo" nasce la campagna di raccolta fondi per partecipare al restauro dello strumento.
È a rischio il futuro di uno straordinario capolavoro di arte e della meccanica: quello del Grande Organo del Duomo di Milano. Un gigante tecnologico di enorme complessità: con 15.800 canne (di cui la più alta misura oltre nove metri mentre la più piccola misura pochi centimetri) e 180 registri, quello di Milano è il più grande organo d’Italia e tra i primi quindici strumenti più grandi del mondo.

Se il dato numerico già di per sé è impressionante, ancora più prezioso è il dato artistico. L’attuale strumento è infatti datato 1938, ma la formidabile “astronave” di note del Duomo comprende elementi che arrivano a sfiorare il XVI secolo. Esso è un autentico scrigno di meraviglie e di tesori d’arte come le raffinate ante, costituite da grandi tele raffiguranti episodi tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento, realizzati tra il XVI ed il XVII secolo, opera di artisti quali, tra gli altri, Giuseppe Meda e Camillo Procaccini. Polveri, ossidazioni ed altri fattori di degrado stanno però minacciando il futuro dello strumento.

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