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Milano, 8 giugno 2016 - Rilanciare nuovi modelli di welfare è possibile. In che modo? Riportando al centro del sistema la comunità. È questo l’obiettivo del concorso per idee “Welfare che impresa!” rivolto alle giovani start up sociali chiamate a presentare progetti innovativi, dal forte impatto sociale e capaci di generare sviluppo locale.

Lo scenario: Delle oltre 300.000 organizzazioni non profit italiane, sono oltre 50.000 quelle che erogano servizi a persone con specifici disagi (circa 21 milioni di beneficiari), coinvolgendo 1,1 milioni di volontari e generando occupazione per il 71% dei lavoratori dipendenti delle organizzazioni non profit e per il 40% dei lavoratori esterni (fonte: Istat 2015). La rilevanza di questi soggetti è confermata dal fatto che essi assorbono quasi il 42% delle entrate del settore, ovvero oltre 26 miliardi di euro. A queste si aggiungono gli oltre 5 milioni di utenti delle cooperative sociali, che generano un valore della produzione pari a 10,1 miliardi di euro (fonte: Iris Network 2014), e l’apporto dell’azione gratuita dei 6,63 milioni di volontari, di cui 4,14 milioni operano in gruppi o organizzazioni (fonte: Istat 2014).

Una risposta positiva alla crisi del sistema dei servizi pubblici locali e la nascita di un nuovo modello capace di fronteggiare la crescente vulnerabilità determinata dai cambiamenti economici, demografici e sociali dei nostri tempi (basti pensare che, secondo i dati Istat, nel 2014 1,5 milioni di famiglie vivevano in condizioni di povertà assoluta).

Il bando: Il concorso, promosso sulla piattaforma IdeaTRE60, da Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Bracco e UBI Banca, con il contributo scientifico di AICCON e Politecnico di Milano - TIRESIA e la partnership tecnica degli incubatori PoliHub e Campus Goel, premierà i due migliori progetti negli ambiti dell’agricoltura sociale, del turismo sociale, del welfare culturale e dei servizi alla persona. I progetti dovranno essere capaci di generare impatto occupazionale, avere una connotazione fortemente tecnologica, essere scalabili, replicabili ed economicamente sostenibili.  

Scarica sotto il COMUNICATO STAMPA INTEGRALE!

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